Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

Orizzontale e verticale

Le mie non sono cime tempestose, ma ridenti. Salendo rido.
Salire sui monti non è una fuga dalla realtà, ma una liberazione.
Noi che sappiamo salire siamo privilegiati rispetto a chi naviga solitario sui mari o a chi solitario attraversa distese di ghiaccio o di sabbia. Per questi non c'è che l'orizzonte. La loro direzione è sempre orizzontale.
Salendo è la linea verticale che predomina, l'orizzonte svanisce sotto le nebbie e con esso la terra.
In verticale siamo puro spirito. 



Sono particolarmente affezionato alla foto che ho scelto come sfondo, anche se un professionista l'avrebbe fatta sicuramente meglio. La terra sparisce sotto il mare di nebbia e i monti sono come isole sorgenti dalle acque. Qui domina la luce. Siamo acuti e svegli.
Le due amiche alpiniste, quasi sospese in aria, salgono sicure legate in cordata, condividendo così i loro destini.
Siamo in inverno sul Monte Plische, sulla Catena delle Tre Croci, nelle Piccole Dolomiti, appena usciti sulla cresta dopo aver salito un ripido canale nevoso.

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