Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

lunedì 22 agosto 2011

Vetta d'Italia


Siamo saliti in sette fino al rifugio Brigata Tridentina, in Valle Aurina, con l'idea di salire l'indomani sul Picco dei Tre Signori, ma, ahimè, le temperature fuori dalla norma di questi giorni hanno reso la salita decisamente pericolosa.
Al rifugio ci dicono che all'alba ci sono stati dei distacchi di roccia e ghiaccio dalla parete appena dopo l'intaglio che dà accesso alla Vedretta di Lana e, a conferma di ciò, mentre sorseggiamo una birra alle otto di sera sentiamo un boato, alziamo lo sguardo e vediamo una nube di polvere sul ghiacciaio: un grosso pezzo di roccia si è staccato finendo sui seracchi e provocando una frana di rocce e neve che è poi scivolata fino alla traccia di salita. Così a cena decidiamo che è meglio tornare l'anno prossimo a inizio stagione quando è probabile ci sarà ancora molta neve e la salita sarà più agevole e sicura.
Guardo con tristezza il ghiacciaio ormai morente, non è bianco di neve, ma grigiastro e striato di innumerevole scie nere delle piccole frane di roccia granitica scese dalle pareti che lo racchiudono. Anche qui, come in molti altri ambienti glaciali in cui sono stato, sconvolge il confronto con le foto appese all'interno del rifugio che ritraggono la montagna agli inizi del secolo scorso o qualche decennio fa.


Il rifugio Brigata Tridentina, del CAI di Brunico, si trova sulla testata della Valle Aurina a 2441 metri di quota e si raggiunge in circa 2 ore e mezza dall'abitato di Casere (m 1580), prima su strada sterrata che costeggia il Torrente Aurino e quindi su buon sentiero passando per l'amena piana prativa della Lahner Alm (posto di ristoro). Il rifugio fu ricostruito nel 1976 dagli Alpini della Brigata Tridentina.

La Valle Aurina

Dal rifugio prendiamo il sentiero n. 13 che ci porta fino alla Forcella del Picco (m 2667) dove in pratica termina la Valle Aurina e da cui si può entrare in Austria. Un cippo segnala il confine tra i due stati. Invertiamo la direzione e seguiamo il sentiero denominato Via della Vetta d'Italia (n. 13) che percorre in piano il versante destro della valle, sotto la cresta di confine, fino ad arrivare in vista della Vetta d'Italia. Abbandoniamo allora il sentiero principale per deviare a destra (indicazioni) in salita su una traccia segnata da ometti tra i grossi blocchi di granito fino ad arrivare con un ultimo tratto su sentiero (qualche corda fissa in loco) alla Vetta d'Italia (m 2912, ore 2.45). La vista si apre fino all'orizzonte su sequenze di valli e creste rocciose, verso est brillano i ghiacci del Grossvenediger, a sud le Alpi Aurine dominate dal Pizzo Rosso di Predoi. Bellissimo l'Eissee, laghetto glaciale pensile incastonato in un circo roccioso. Questi monti di rocce scure e spoglie accastellate a formare creste e pinnacoli instabili hanno un aspetto quasi lunare. 
 
Panorama dalla Vetta d'Italia. Grossvenediger e Picco dei Tre Signori

Eissee
Scendiamo al bivio dei sentieri e riprendiamo a seguire il num. 13 che, superato un intaglio con una ripida gradonata in legno (Teufelsstiege), ci porta al Rif. Vetta d'Italia della Guardia di Finanza (m. 2567). Il luogo è molto panoramico, ma anche brullo e solitario, a poca distanza da Passo dei Tauri, valico di confine. L'atmosfera mi fa venire in mente quella descritta da Buzzati ne “Il deserto dei tartari”. Le rocce attorno al rifugio sono piene di graffiti con nomi e date, scolpiti con grande pazienza e precisione e con i solchi dipinti con l'intento di farli durare molto a lungo. Immagino la noia dei finanzieri nei lunghi periodi di stanza o di addestramento in questo luogo. 

Rif. Vetta d'Italia
 
La casermetta non è un rifugio, quando è esposto il tricolore vuol dire che vi alloggiano dei finanzieri durante gli addestramenti.
In dieci minuti saliamo al Passo dei Tauri (m 2634). Da qui il sentiero scende in territorio austriaco. Poco sotto vi è la Schusterkreuzl che può offrire riparo in caso di maltempo. Una targa in bronzo ricorda il passaggio illegale di ebrei nel 1947 diretti in Israele, divenuto stato proprio in quell'anno.



















Rif. Vetta d'Italia visto dal Passo dei Tauri
Torniamo quindi alla casermetta della Guardia di Finanza e scendiamo lungo il sentiero n. 14 interamente lastricato di pietre intervallate da canalette di scolo. Un antico sentiero utilizzato da secoli da pastori, minatori, soldati, importante via di comunicazione tra le due vallate. Perdendo quota il paesaggio diventa più accogliente, le praterie, solcate da piccoli ruscelli, prendono il posto delle scure pietraie. Il sentiero finisce sulla strada sterrata di fondovalle lungo la quale in breve si arriva a Casere (ore 6,45).


quota partenza (Rif. Tridentina)
2441 m
quota massima
2912 m
dislivello
865 m
esposizione prevalente
S
difficoltà
EE


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