Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

mercoledì 17 agosto 2011

Monte Novegno e Monte Rione in MTB

La giornata limpida e radiosa invita ad un giro in montagna in bicicletta, ma non mi va di utilizzare l'auto, quindi scelgo di salire al Monte Rione, raggiungibile da casa facendo un anello di una sessantina di chilometri. Fa parte di quella catena che, partendo dal Monte Summano e proseguendo sul Pasubio, separa la Val Leogra, a sud, dalla Val Posina, a nord. Sono i primi rilievi che sorgono dalla pianura vicentina.
Salirò seguendo quella che, a mio parere, è la via più logica e diretta, ma anche la più impegnativa, scegliendo, quando possibile, sentieri e tratturi. Scenderò poi per la Valle dell'Orco seguendo in parte il tracciato della Val Leogra MTB Race, gara di mountain-bike.
Da Santorso (m 226), ai piedi del Monte Summano, abbandonata la strada che sale al Tretto, si devia a sinistra per la Contra' Costalta. Appena dopo le case si affronta il primo duro strappo su tratturo roccioso a forte pendenza fino alla Contra' Gorlini (m 347) e quindi, in discesa, si raggiunge Contra' Piane. Infilata una stretta viuzza si attraversa la strada principale e si prosegue dritti ancora su tratturo sassoso che si immette su una strada sterrata. Seguendola in salita e svoltando a destra ai due bivi successivi si raggiungono le contrade Reghellini, Festaro e Formalaita (m 554). Ora inizia la parte più dura della salita su strada forestale molto ripida che segue la dorsale del Monte Faedo e Monte Guizza fino a sbucare in località Cerbaro (m 909, km 7.9, ore 1.10).
Ora una pausa è obbligatoria, qui siamo già “cotti” a puntino e dobbiamo ancora fare diversi chilometri su mulattiera e altri 800 m di dislivello.
Si prende allora a sinistra la mulattiera (segnavia n. 433) che si inerpica con pendenza regolare e mai eccessiva sul versante S-E del Novegno fino ad arrivare alla Busa Novegno (m 1500, km 13.1, ore 2.00), splendida conca prativa dove sorge la Malga Novegno ed un piccolo osservatorio astronomico del Gruppo Astrofili di Schio.

Busa Novegno
Percorso nella Busa Novegno

il tratturo erboso ed il Forte Rione

Inizia ora la parte più piacevole e rilassante del percorso. Lasciato alle nostre spalle il cancello si prosegue in piano sul tratturo in direzione N-O per immettersi sulla sterrata che conduce a M.ga Novegno, poco prima della malga si prende a destra un bel tratturo erboso che ci porta sulla sterrata che, con alcuni tornanti, sale al Forte Rione che vediamo di fronte a noi. Un ultimo sforzo e siamo sulla cima (m 1691, km 16.0, ore 2.25). 

sulla cima di Monte Rione
E' un punto d'osservazione notevole, la vista spazia dalla Val Leogra con tutta la Catena delle Tre Croci, il gruppo della Carega, il Monte Pasubio, gli altipiani di Folgaria e di Asiago. Nei giorni festivi il rifugio ricavato all'interno dell'ex forte è aperto e rappresenta un ottimo e frequentato punto di ristoro.

L'edificio risalente alla Grande Guerra è stato recuperato negli anni '90 dall’Associazione Ricercatori Storici IV Novembre di Schio (vedi anche Ecomuseo della Grande Guerra). Era una piccola opera difensiva che assunse grande importanza durante le battaglie dell'estate del 1916 per arginare l'offensiva austriaca (la Strafexpedition), fermata a poche centinaia di metri a nord. Dal forte sparava un cannone da 149 mm, un altro era stato messo fuori uso dalle artiglierie austriache. Gli austriaci tentavano in tutti i modi di superare il Monte Novegno, chiamato “letzer berg”, l'ultimo monte, perché, dopo questo, nessun altro ostacolo impediva la calata a Schio e nella pianura vicentina. L'apice dei combattimenti fu raggiunto il 12 e 13 giugno quando le truppe austriache investirono la linea italiana tra il Novegno, il Monte Giove e Passo Campedello dove, tra le trincee, si combatteva corpo a corpo. Nonostante le gravissime perdite subite in entrambi gli schieramenti la linea non cedette.

Rimonto in sella alla bici per iniziare la via di rientro proponendomi di visitare le postazioni di Cima Alta, senza essere sicuro della possibilità di raggiungerle sui pedali.
Si ripercorre in discesa la strada militare e, ad un tornante, si prende a sinistra una mulattiera che rimane alta sopra la conca del Novegno fino ad arrivare in prossimità dell'incrocio con la sterrata per Passo Campedello, proprio davanti ad una bacheca illustrativa e ai segnavia che indicano Cima Alta. 
mulattiera per Cima Alta
Si sale quindi a sinistra lungo la vecchia mulattiera militare pavimentata con ciottoli che, per chi ha ancora “gamba”, può essere percorsa, con un certo sforzo, in sella alla bici fino alla cima che si raggiunge in pochi minuti (m 1640). Qui si possono visitare trincee, gallerie e postazioni di mitragliatrici antiaeree ottimamente recuperate dall’Associazione IV Novembre. Queste opere furono realizzate dopo il ritiro delle truppe austriache oltre la Val Posina con lo scopo di mettere in atto un sistema fortificato imprendibile nel timore che potesse ripetersi il grave rischio corso nel giugno 1916 con la Strafexpedition. 

Cima Alta

Monte Priafora' e Passo Campedello da Cima Alta


postazione di artiglieria a Cima Alta

Monte Summano da Cima Alta
 Dopo l'istruttivo sopralluogo non rimane che ripercorrere la strada fatta in salita e tornare verso la località Cerbaro. La strada invita alla velocità, ma bisogna prestare attenzione ai numerosi escursionisti che stanno salendo a piedi. Poco prima di giungere a Cerbaro si abbandona la strada per prendere a sinistra una mulattiera che si inoltra nel bosco e che, con lunga e bella traversata in direzione est, conduce alla Contra' Alba. Si passa tra le due file di case affiancate e perfettamente adattate alle curve di livello e si prosegue in discesa seguendo le tabelle del “sentiero natura” fino a raggiungere la strada asfaltata che dal Tretto conduce a San Rocco. Si scende quindi a sinistra su asfalto fino ad un bivio sulla destra per raggiungere la contrada Bàllare. Si seguono ora le tabelle del percorso di gara della Valleogra MTB lungo un tratturo che si inoltra nell'ombrosa Valle dell'Orco. Dopo un piccolo gruppo di case (Buso) si passa sulla destra orografica della valle seguendo una bella strada sterrata che conduce alla Contra' Pozzani di Sotto dopo essere passati accanto alle vecchie strutture abbandonate della cava di caolino. Alla contrada si devia decisamente a sinistra (freccia rossa sull'asfalto) per scendere ora su sentiero di ciottoli (vecchio collegamento tra le contrade) fino ad una strada asfaltata seguendo la quale si arriva sulla strada principale che scende a Santorso. Svoltando quindi a sinistra in pochi minuti si arriva al punto di partenza (km 35 - ore 4.00).


Km
35
Dislivello
1763 m
Km in salita
14,5
Pendenza media
12%

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