Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

domenica 14 agosto 2011

Civetta per la Ferrata degli Alleghesi

Sono salito sulla Civetta tre volte, per la ferrata Tissi e per la via normale, ma mai per la Ferrata degli Alleghesi. Così con altri cinque amici, solo uno dei quali è salito una volta su questa cima, partiamo per questa escursione che prevediamo di compiere in giornata, anche se sappiamo essere molto lunga. Tutti comunque siamo ben allenati.
Per effettuare salita e discesa in giornata il luogo più idoneo per la partenza è la Casera della Grava (m 1627) che si raggiunge con una stretta stradina che si prende poco prima dell'abitato di Chiesa, dopo il Passo Duran. Dalla casera si prende il sentiero n. 557 che, dopo aver oltrepassato la Forcella della Grava, prosegue per il rifugio Coldai. Lasciata a sinistra la deviazione per la via normale si prosegue fino alla base dello sperone che scende da Punta Civetta sul quale si sviluppa la via ferrata.

Lo sperone con l'attacco della ferrata
Partiti con il cielo limpido arriviamo all'attacco quando le nubi hanno ormai quasi coperto tutto, il meteo però non prevede precipitazioni e quindi partiamo decisi. La ferrata non è difficile, è priva di passaggi tecnici ed ottimamente attrezzata, però molto lunga e faticosa. Si tocca dapprima la Punta Civetta e quindi si prosegue sulla cresta in direzione sud per oltrepassare la Punta Tissi ed infine si arriva sulla cima della Civetta (m. 3220). Questo tratto è molto bello perché consente di guardare giù dal versante ovest, dove si nota tra l'altro il rifugio Tissi. Percorrendo la cresta si pensa che qui terminano molte vie importanti e difficili aperte sull'immensa parete nord-ovest da alpinisti entrati nella storia dell'alpinismo.

Per la descrizione in dettaglio della salita rimando alle innumerevoli relazioni e guide disponibili.
Sul versante ovest l'aria è più tersa ed è possibile spingere lo sguardo fino al lago di Alleghe. Dal versante est invece continua a soffiare aria calda e carica di umidità. Dall'attacco alla cima abbiamo impiegato 3 ore e 20 minuti. 

Sulla cresta terminale

Pochi minuti di riposo e quindi scendiamo sul versante est per tracce di sentiero e sfasciumi infidi fino a raggiungere il vicino Rifugio Torrani (m 2984). Questo piccolo ricovero gestito è stato costruito nel 1938 dal CAI di Conegliano e dedicato a Maria Vittoria Torrani. Sorge al Pian della Tenda così chiamato perché vi si accamparono i topografi dell'I.G.M. nel 1884. Rappresenta un importante punto di appoggio perché qui confluiscono le due vie ferrate (Tissi e Alleghesi) e la via normale, oltre che per gli alpinisti che affrontano le vie classiche di roccia della parete nord-ovest.
Dal Torrani scendiamo nella nebbia lungo la via normale tenendo d'occhio i bolli rossi. Questa via non è da sottovalutare: è molto lunga e si svolge su tracce di sentiero e roccette, spesso ricoperte da ghiaie, comporta costante attenzione. Alcuni tratti più esposti sono comunque attrezzati, tra cui il famoso Passo del Tenente.
Arrivati alla base togliamo l'imbracatura e ci buttiamo di corsa lungo i ghiaioni che finiscono proprio sul sentiero che conduce alla Casera della Grava. Arriviamo alla casera alle sei di sera, dieci ore dopo la partenza e dopo aver fatto quasi 1600 metri di dislivello. Ora una sosta al Passo Duran per una birra è meritata.

quota partenza
1627 m
quota massima
3220 m
dislivello
tempi (escluse soste)
1593 m
8,45 ore
esposizione prevalente
E

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