Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

sabato 20 agosto 2011

Al Sasso delle Dodici e Cima Vallaccia

Due inverni fa salendo con gli sci dalla Val Monzoni al Sasso delle Undici, buttando lo sguardo giù sul versante nord del monte, mi ero proposto di tornare in estate per percorrere quel versante lungo il sentiero attrezzato Gadotti che permette di raggiungere prima il Sasso delle Dodici e quindi la Cima Vallaccia.
E così eccomi qua insieme ad un amico che mi accompagna. Lo scopo è anche quello di effettuare una ricognizione per condurre l'anno prossimo un'escursione sociale con la sezione del CAI a cui appartengo.

Il Sasso delle Dodici appare come un modesto appicco che si affaccia sulla Val di Fassa, sopra l'abitato di Pozza; nessuno ci bada perché sopraffatto dalla magica bellezza del Catinaccio sul versante opposto della valle. Niente fa pensare alla presenza di circhi, torri e pareti che si potranno vedere inoltrandosi tra le valli laterali, questa è la bellezza delle Dolomiti, data dalla grande complessità e varietà degli ambienti, dove niente è scontato e ad ogni svolta troviamo una sorpresa. Succederà così oggi, abbandonando l'affollata Val di San Nicolò ed inoltrandosi nella selvaggia Vallaccia.


Dalla pensione Soldanella (m 1410), sulla strada che da Pozza di Fassa porta in Val di San Nicolò, attraversato il torrente prendiamo il sentiero n. 615 che si inoltra nel bosco sulla sinistra orografica e presto inizia a salire in direzione sud nella Vallaccia fino a raggiungere il bivacco Donato Zeni (m 2100, ore 1,20) dopo aver superato una breve rampa inclinata e bagnata, ma munita di cavo metallico. Bastano pochi passi per dimenticare la confusione ed il via-vai di macchine e pulmini sul fondovalle.
Il bivacco sorge su uno splendido pianoro erboso circondato da imponenti pareti solcate da profondi intagli a formare massicci torrioni. Sono le intrusioni laviche nelle rocce sedimentarie che hanno dato luogo a queste discontinuità, siamo infatti nella zona di transizione con le rocce vulcaniche tipiche della catena dei Monzoni. Attorno a noi si ergono gli appicchi del Sasso delle Undici, di Cima Vallaccia e del Sass d'Aut che presentano invece insospettabili dolci pendii erbosi sull'opposto versante.

Dal bivacco prendiamo a destra il sentiero attrezzato dedicato alla memoria di Franco Gadotti, alpinista trentino caduto nel 1976 sul Campanile Pradidali nelle Pale di San Martino. Il sentiero si inerpica sul versante est del Sasso delle Dodici e, dopo facili passaggi su roccia un po' bagnata, ma ben assicurati, si risale un fastidioso canalino friabile fino ad una selletta da cui vediamo la croce di vetta. Scesi su un catino e raggiunta una sella a q. 2400, prendendo a destra (nord) in pochi minuti arriviamo sulla cima del Sasso delle Dodici (m 2446, ore 2,20), splendido balcone sulle Valli di Fassa e di San Nicolò.

Mi soffermo a osservare il surreale Catinaccio striato di luci e ombre, fiabesca scenografia fatta di torri che sembrano cadere. Con il mio compagno di escursione ricordiamo la fantastica traversata del massiccio fatta con gli sci qualche inverno fa. Ci promettiamo di tornare il prossimo inverno per effettuare la traversata dal Passo Principe al Passo Molignon.

Catinaccio

Tornati alla sella proseguiamo sulla cresta in direzione sud fino a raggiungere, dopo aver risalito facili e solide roccette attrezzate, la calotta prativa del Sas d'Aut (m 2555). Da qui scendiamo lungo uno stretto canalino attrezzato con corda metallica. Non è difficile ma franoso e fangoso e soggetto a smottamenti in occasione di piogge. 

Bus del Diaol


Poco dopo si entra nel Bus del Diaol, un caratteristico passaggio all'interno di cavità tra enormi massi incastrati tra le pareti della fessura (pioli metallici, facile). Poco dopo termina la parte attrezzata del percorso. Siamo ormai in vista della F.lla Baranchie che si raggiunge rimanendo sul versante fassano della catena, sotto le pareti ovest della Vallaccia. Dalla forcella prendiamo a sinistra un ripido sentiero tra le ghiaie ed in breve siamo sulla Cima Vallaccia (m 2637, ore 3,50) da cui si gode uno splendido panorama sui massicci dolomitici più noti e sulla Valle dei Monzoni.






Cima Vallaccia

Monzoni

Scesi alla F.lla Costella (m 2529) prendiamo il sentiero che scende verso il rifugio Vallaccia, passando quindi sul versante orientale della cima, per poi abbandonarlo e seguire il sentiero a ridosso della parete est della Vallaccia. Con un ultimo strappo raggiungiamo la stretta F.lla Vallaccia (m 2468). 

Sasso delle Undici e F.lla Vallaccia
Da qui scendiamo di corsa lungo lo stretto e selvaggio canale che separa la Vallaccia dal Sasso delle Undici (in caso di neve ad inizio stagione può essere difficile). A grandi balzi sul ghiaione in pochi minuti siamo di nuovo a bivacco Zeni (ore 4,40).









al bivacco Zeni
Un ultimo sguardo alle torri in controluce e poi scendiamo lungo il sentiero di andata verso il rumoroso fondovalle e all'agognata bevuta (ore 5.30). 

quota partenza
1410 m
quota massima
2637 m
dislivello
1400 m
difficoltà
EEA - percorso lungo che richiede allenamento
attrezzatura
Imbracatura, set da ferrata, casco
note
Itinerario in ambiente in parte selvaggio e poco frequentato, ma di notevole interesse.
 

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