Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

domenica 28 agosto 2011

Monte Cristallo, via normale alla cima principale

Una via normale d'altri tempi, in ambiente grandioso, su una delle montagne dolomitiche più belle. Mi affascina l'idea di calcare le orme dei primi salitori e addentrarmi nelle pieghe complesse della massa dolomitica, apparentemente inaccessibile. Immagino la pazienza unita ad una buona dose di intuizione dei primi esploratori per trovare la via di accesso più facile.
Era il 14 settembre 1865 quando Paul Gromhan, con le guide Angelo Dimai e Santo Siorpaes raggiunse la cima principale del Cristallo lungo la via che pressapoco si utilizza anche oggi.
L'itinerario, che comporta un dislivello di 1400 m, si può suddividere in due fasi: la prima consiste nella faticosa salita dal Passo Tre Croci al Passo del Cristallo; la seconda, più breve e divertente, consiste nella facile arrampicata fino in vetta.
Partiamo alle 7 dopo una notte insonne passata in tenda al Passo Tre Croci, la cima del Cristallo è già chiara, illuminata dal sole ormai alto. Prendiamo la stradina a sinistra che dal passo porta a Sonforca che poco dopo abbandoniamo per prendere il sentiero a destra (tabelle, segnavia 221) che sale prima nel bosco e poi tra i mughi fino alla bella piana prativa del Col da Varda, ultimo avamposto con segni di vita, colonizzato dall'erba e dai mughi. Da qui in avanti cammineremo sulle aride ghiaie, tra sfasciumi e rocce.

lunedì 22 agosto 2011

Vetta d'Italia


Siamo saliti in sette fino al rifugio Brigata Tridentina, in Valle Aurina, con l'idea di salire l'indomani sul Picco dei Tre Signori, ma, ahimè, le temperature fuori dalla norma di questi giorni hanno reso la salita decisamente pericolosa.

sabato 20 agosto 2011

Al Sasso delle Dodici e Cima Vallaccia

Due inverni fa salendo con gli sci dalla Val Monzoni al Sasso delle Undici, buttando lo sguardo giù sul versante nord del monte, mi ero proposto di tornare in estate per percorrere quel versante lungo il sentiero attrezzato Gadotti che permette di raggiungere prima il Sasso delle Dodici e quindi la Cima Vallaccia.
E così eccomi qua insieme ad un amico che mi accompagna. Lo scopo è anche quello di effettuare una ricognizione per condurre l'anno prossimo un'escursione sociale con la sezione del CAI a cui appartengo.

mercoledì 17 agosto 2011

Monte Novegno e Monte Rione in MTB

La giornata limpida e radiosa invita ad un giro in montagna in bicicletta, ma non mi va di utilizzare l'auto, quindi scelgo di salire al Monte Rione, raggiungibile da casa facendo un anello di una sessantina di chilometri. Fa parte di quella catena che, partendo dal Monte Summano e proseguendo sul Pasubio, separa la Val Leogra, a sud, dalla Val Posina, a nord. Sono i primi rilievi che sorgono dalla pianura vicentina.
Salirò seguendo quella che, a mio parere, è la via più logica e diretta, ma anche la più impegnativa, scegliendo, quando possibile, sentieri e tratturi. Scenderò poi per la Valle dell'Orco seguendo in parte il tracciato della Val Leogra MTB Race, gara di mountain-bike.

domenica 14 agosto 2011

Civetta per la Ferrata degli Alleghesi

Sono salito sulla Civetta tre volte, per la ferrata Tissi e per la via normale, ma mai per la Ferrata degli Alleghesi. Così con altri cinque amici, solo uno dei quali è salito una volta su questa cima, partiamo per questa escursione che prevediamo di compiere in giornata, anche se sappiamo essere molto lunga. Tutti comunque siamo ben allenati.
Per effettuare salita e discesa in giornata il luogo più idoneo per la partenza è la Casera della Grava (m 1627) che si raggiunge con una stretta stradina che si prende poco prima dell'abitato di Chiesa, dopo il Passo Duran. Dalla casera si prende il sentiero n. 557 che, dopo aver oltrepassato la Forcella della Grava, prosegue per il rifugio Coldai. Lasciata a sinistra la deviazione per la via normale si prosegue fino alla base dello sperone che scende da Punta Civetta sul quale si sviluppa la via ferrata.

Lo sperone con l'attacco della ferrata
Partiti con il cielo limpido arriviamo all'attacco quando le nubi hanno ormai quasi coperto tutto, il meteo però non prevede precipitazioni e quindi partiamo decisi. La ferrata non è difficile, è priva di passaggi tecnici ed ottimamente attrezzata, però molto lunga e faticosa. Si tocca dapprima la Punta Civetta e quindi si prosegue sulla cresta in direzione sud per oltrepassare la Punta Tissi ed infine si arriva sulla cima della Civetta (m. 3220). Questo tratto è molto bello perché consente di guardare giù dal versante ovest, dove si nota tra l'altro il rifugio Tissi. Percorrendo la cresta si pensa che qui terminano molte vie importanti e difficili aperte sull'immensa parete nord-ovest da alpinisti entrati nella storia dell'alpinismo.

martedì 9 agosto 2011

Da Caltrano a Malga Foraoro

Profilo altimetrico
Volevo misurare il mio grado di allenamento, visto che sono andato poco in bicicletta ultimamente, affrontando una salita impegnativa con la mountain-bike. Si tratta di raggiungere la Malga Foraoro, sul Monte Paù, dal paese di Caltrano e la contrada Tezze lungo una strada di servizio antincendio costruita alcuni anni fa. Una salita che ho già fatto molte volte e che possiamo considerare un buon banco di prova. Bisogna superare 1160 metri di dislivello con 11 km a disposizione e con 8 chilometri di sterrato con pendenza media del 15%.

lunedì 1 agosto 2011

Frico friulano

Durante la permanenza presso il rifugio Giaf, punto di partenza per effettuare la traversata nel Parco delle Dolomiti Friulane lungo il Truoi da Sclops, ho avuto modo di assaggiare ancora una volta il Frico, tipico piatto friulano, ottimamente preparato dal gestore del rifugio.

In Carnia si prepara con formaggio vecchio grattugiato e olio di oliva, ma la versione più comune è composta da formaggio montasio e patate a cubetti, il tutto amalgamato in padella, Servito con la polenta è una vera delizia.