Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

domenica 10 luglio 2011

Da Lugo di Vicenza a Monte Corno

Monte Corno, Monte Paù, Monte Cengio sono le avanguardie dell'Altopiano di Asiago dolcemente protese sulla pianura vicentina, i primi rilievi visibili da lontano. Sono percorsi da innumerevoli vie di comunicazione, strade provinciali, forestali sterrate, sentieri. La parte più orientale presenta pendii più dolci sui quali sorgono molti insediamenti abitati, piccoli paesi e contrade.
La salita in bicicletta su questi versanti, scegliendo le strade forestali prive di traffico, offre la possibilità di attraversare ambienti molto diversi partendo dalla fascia collinare a 200 m di quota fino ai 1300-1400 m delle sommità, sempre con la vista del panorama sulla pianura che svanisce nella foschia in lontananza. In rare giornate molto limpide è possibile spingere lo sguardo fino alla laguna di Venezia.
La descrizione dell'itinerario inizia e termina prendendo a riferimento l'alveo del Torrente Astico, quindi il punto a quota più bassa.
Lasciato il viadotto sul torrente tra i paesi di Zugliano e Fara Vicentino (q 140) si prende a nord la stradina sterrata che costeggia il torrente e lo specchio d'acqua dell'Oasi Selgea, una ex cava di ghiaia ora trasformata in un piccolo laghetto, luogo di rifugio e transito di uccelli migratori. In breve si arriva a Lugo di Vicenza e ci si dirige verso Via Palladio per raggiungere le due ville cinqucentesche: Villa Godi Malinverni e Villa Piovene

Distanti poche centinaia di metri l'una dall'altra, sorgono in una bellissima posizione di mezza collina affacciate sulla pianura. La prima, del 1542, è sicuramente opera di Palladio mentre per la seconda è dubbio il coinvolgimento dell'architetto padovano. Passati di fronte al cancello d'ingresso di Villa Piovene si piega a destra e si sale sulla stradina di ciottoli che corre lungo il muro di cinta a est. Si percorre un tratturo immerso nella vegatazione fino a sbucare su una strada sterrata che si percorre in direzione nord fino ad immettersi, sulla destra, sulla strada comunale asfaltata che ci porta alle contrade Cavallo di Sotto e di Sopra, Mare e Valle di Sopra. 


Dopo quest'ultima contrada, fatti due tornanti, si prende a sinistra per raggiungere la contrada Covolo. Si nota subito, sorgente dalla boscaglia, la caratteristica formazione rocciosa aggettante, oggi famosa palestra di arrampicata sulla quale sono stati tracciati molti monotiri di alta difficoltà. Si ritiene che questo luogo fosse abitato già nel neolitico. 
 Qui è stato realizzato un parco, il Parco del Sojo, con lo scopo di valorizzare quest'area di notevole interesse ambientale e che si inserisce nel più ampio contesto del Museo Diffuso realizzato dal Comune di Lusiana.
Superato il piccolo agglomerato di case la strada prosegue ora sterrata con pendenza moderata fino alla contrada Perpiana e quindi a Piazza-Campana (q. 860 – h. 1,15) che vanta la presenza sul piccolo campanile della campana più antica del Veneto (1388). 

Fatte poche centinaia di metri sulla trafficata strada che proviene da Lusiana verso l'Altopiano, si devia a sinistra e quindi a destra su Via Villaggio Bianco. Pochi minuti di notevole impegno su questa strada asfaltata con forte pendenza e un breve tratto sterrato ci portano all'Osteria Ristoro. Al tornante si prende a sinistra la strada sterrata che prosegue in direzione ovest. Ha una pendenza moderata, ma un fondo sassoso e sconnesso molto fastidioso. Si arriva così sulla strada asfalatata che proviene da Calvene, si gira a destra ed in breve si arriva al Rifugio Monte Corno (q. 1270). Si oltrapassa il rifugio e si prosegue in salita in direzione est fino alla vicina Malga Corno dove una targa ricorda che qui nel 1946 è stato inventato il famoso formaggio ora conosciuto come il “Pressato Asiago”. Si prosegue sempre in salita aggirando l'appuntita struttura in cemento del monumento ai caduti fino a giungere all'inizio di un sentierino che si snoda in un labirinto di corridoi naturali, la “Città di Roccia”, scavati nel Rosso Ammonitico. Siamo in pratica sulla cima del Monte Corno (q. 1383 – h. 2,30).
Scesi nuovamente al rifugio Monte Corno inizia ora la lunga traversata in quota in direzione ovest sul contrafforte montuoso. Si prende allora la forestale in salita che parte dal crocevia di strade sotto al rifugio e che con pendenza costante ci porta alla Malga Cima Fonte (q. 1486) il punto più alto del percorso. Si va ora in discesa fino ad un bivio dove si svolta a sinistra su strada asfaltata e al successivo a destra. Si percorre lungamente la strada che collega varie malghe e con la costante splendida vista alla nostra sinistra sulla pianura. Oltrapassata la conca prativa di Bocchetta Paù poco dopo si prende la starrata a sinistra in salita, al successivo tornante ancora a sinistra fino al Passo Popi. 

Ora si scende verso Ceresana e velocemente in località Campiello. Senza immettersi sulla statale si prende la sterrata che corre parallela in direzione sud, sede della vecchia ferrovia a cremagliera. Ad un certo punto bisogna attraversare la statale e prendere subito a destra il poco evidente tratturo (sbarra metallica) in discesa, sempre sulla vecchia sede della ferrovia. Oltrapassato un cancello si prosegue ancora per qualche centinaio di metri fino a trovare un evidente sentiero sulla destra che consente di immettersi sulla bella sterrata pochi metri sotto di noi (non bisogna proseguire sulla vecchia ferrovia). 


nella Città di Roccia
Si continua a sinistra sempre in discesa e velocemente si arriva alla strada asfaltata che sale da Cogollo del Cengio, si prende a destra ed in breve si arriva in paese. Ora si svolta a sinistra in direzione est fino a arrivare a Caltrano, superato il piazzale della chiesa si arriva sul ponte sopra al Torrente Astico, fine dell'itinerario (q. 240 – h. 4,30)
cannibali a Monte Corno






Km
51,7
Dislivello
1650 m
Km in salita
- - -
Pendenza media
5%
Km su sterrato
- - -


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