Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

domenica 26 giugno 2011

Monte Verena

Casare Verena

Oggi riservo la giornata festiva al puro piacere che mi darà un facile giro in rampichino in solitudine tra i boschi dell'Altopiano di Asiago con la salita alla cima del Monte Verena (2015 m).
Il suo versante meridionale è un lungo, dolce e regolare piano inclinato, tanto da apparire quasi insignificante. Ideale invece per ricavarci delle piste da sci, infatti questo luogo anni fa è stato deturpato dai disboscamenti e dall'installazione di alcune seggiovie tutt'ora funzionanti. Il versante nord invece precipita selvaggio a picco sulla Val d'Assa con un'alta parete solcata da tre canaloni, ideali vie di salita e discesa sci-alpinistiche (difficili).
Questa cima è però più conosciuta per la presenza dei ruderi dell'omonimo forte. Il Forte Verena venne costruito tra il 1912 e il 1914 per difendere il confine italiano con l'Impero Austro-Ungarico. Faceva parte del III settore – Asiago – dello sbarramento Agno-Assa. Alle ore 4 del 24 maggio 1915 da qui fu sparato il primo colpo di cannone italiano che segnò l'entrata in guerra dell'Italia.
La costruzione appare imponente e massiccia, in realtà fu costruita in fretta e in economia, con notevoli spessori di cemento, ma con armatura in ferro assai scadente. La sua posizione era formidabile: offriva una vasta visuale su tutta la val d'Assa, l'altopiano di Luserna e su Vezzena ed era ad una quota molto più elevata rispetto ai forti nemici. Nel primo mese di guerra, chiamata la “guerra dei forti”, svolse una importante funzione destabilizzante tanto che venne chiamato il “dominatore dell'Altopiano”. Era armato con quattro cannoni Armstrong in acciaio da 149 mm protetti da cupole corazzate girevoli con spessore di 160 mm (la metà dello spessore utilizzato dagli Austriaci). Tale spessore era ritenuto sufficiente per resistere ai colpi da 100 mm degli obici nemici posti ai forti Verle e Luserna e comunque si supponeva che il forte difficilmente sarebbe stato centrato data la sua altezza. Gli austriaci, con lo scopo di eliminare questo pericoloso antagonista, prepararono così dei mortai in grado di sparare proiettili da 305 mm minimo fino anche a 420 mm. Il 12 giugno 1915 uno di questi proiettili perforò una delle corazze, penetrò all'interno della polveriera ed esplose uccidendo 46 soldati italiani. Nei giorni successivi furono colpite e messe fuori uso anche le altre cupole. In alcune foto d'epoca si vede una di queste cupole in acciaio letteralmente scardinata dalla sua sede e capovolta. Dopo questi eventi si decise quindi di utilizzarlo solo come osservatorio. Durante la Strafexpedition nel maggio 1916 il forte fu occupato dalle truppe Austro-Ungariche che lo tennero fino alla fine della guerra.
Il forte era ed è tutt'ora raggiungibile con una bella strada sterrata ex militare, una delle innumerevoli opere viarie presenti sugli altipiani costruite dal genio militare durante la grande guerra e ancora oggi percorribili. Opere di eccezionale valenza storica intrise di sapienza costruttiva insuperata, che hanno resistito a 100 anni di piogge, gelo, valanghe.
A ridosso del forte sono stati costruiti in epoca recente vari baraccamenti per l'alloggiamento dei motori diesel della seggiovia e di gruppi elettrogeni senza il minimo rispetto per l'esistente. La strada sterrata è inoltre percorsa da fuoristrada e quad. Perciò per effettuare la salita in tutta tranquillità è meglio scegliere i mesi autunnali quando la seggiovia è chiusa.



Dalla piazza di Roana si prende la strada asfaltata che, in direzione nord, conduce al laghetto artificiale Spillek. Da qui si prende la sterrata sempre verso nord seguendo le indicazioni per Malga Verena e Monte Verena. La strada sale dolcemente fino ad un tornante a sinistra chiamato Curva del Martin (1296 m), poco prima tralasciamo una deviazione a destra, da cui arriveremo al ritorno. Poco dopo il tornante, ad un ponticello, prendiamo a destra seguendo le indicazioni per Malga Quarti e Casara Verena. Oltrepassate le due malghe, la seconda delle quali particolarmente bella con la sua impostazione simmetrica, incontriamo la sterrata che sale da Casara Campovecchio. Si svolta quindi a destra e si sale su questa strada militare con pendenza regolare, alla fine una rapida sequenza di tornanti ci porta sulla cima del monte (km. 15,2 - 2015 m – h. 1.45). In pochi passi si sale sulla copertura in cemento del forte da cui si può godere il panorama su tutta la parte più settentrionale dell'Altopiano.
Ora si scende al rifugio Verenetta seguendo le piste da sci. Si prende la pista centrale e dopo poche centinaia di metri ci si sposta a destra per prendere la pista panoramica a ovest sulla quale si trova un ripido tratturo di servizio, in breve si arriva alla base. Si prosegue sulla strada asfaltata ed al bivio di Casara Campovecchio si svolta a destra. Poco dopo, a quota 1567, si abbandona la strada asfaltata per prendere la forestale a sinistra, al bivio successivo si prende a destra in direzione della Malga Trugole. Appena passata la malga si prende il tratturo in salita sul Dosso di Trugole (dir. Est) che ci riporta sulla strada asfaltata lasciata in precedenza. Si prosegue in direzione nord fino alla Malga Madrielle e qui si prende la sterrata in direzione est che conduce all'Alb. Ghertele. Ci siamo spostati ora sul versante nord del Monte Verena che incombe sopra di noi con le alte pareti calcaree. Siamo all'interno del Bosco Pusterle. Al tornante a sinistra a quota 1369 lasciamo la strada principale e prendiamo a destra (sbarra) la forestale che, con andamento pressoché pianeggiante, ci riporta alla Curva del Martin. Da qui si scende velocemente a Roana lungo la strada già fatta in salita (km. 39 – h. 3.00).
L'Altopiano di Asiago è solcato da una vera e propria ragnatela di strade forestali che consentono di raggiungere gli stessi posti ogni volta con percorsi diversi. Questa regola vale anche in questo caso: la salita e la discesa al Verena può essere fatta combinando percorsi diversi più o meno impegnativi, basta avere sotto mano una cartina topografica e scegliere a piacimento.


Km
39
Dislivello
1120 m
Km in salita
- - -
Pendenza media
- - -
Km su sterrato
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