Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

domenica 3 aprile 2011

Palon de la Mare


Ghiacciao dei Forni con Punta San Matteo e Pizzo Tresero
Per questo fine settimana decido di partecipare alla gita sci-alpinistica organizzata dalla Sezione del CAI a cui appartengo, la meta è il Palon de la Mare nel gruppo di Ortles-Cevedale. E' una delle tante cime che formano quella fantastica catena, chiamata appunto delle 13 Cime, che inizia con il Cevedale e termina con il Pizzo Tresero e che racchiude il Ghiacciaio dei Forni che, con una superficie di circa 13 kmq, è uno dei più estesi d'Italia.


Parcheggiate le auto a Malga Mare (m. 1980) mettiamo subito gli sci e prendiamo la traccia che, seguendo grosso modo il sentiero estivo, ci porterà al Rifugio Larcher. Fa molto caldo e la neve a questa quota è molto pesante. Dopo un po' la traccia si inerpica su un ripido pendio sulla sinistra (attenzione con neve poco assestata) per superare un risalto della valle; dopo numerose svolte si arriva su terreno pianeggiante sul lato destro orografico dell'ampia valle glaciale sulla quale sfociano le vedrette che scendono dal Cevedale e dal Palon de la Mare, su uno sperone a destra già si vede il rifugio. Proseguendo in piano a mezza costa ci portiamo sotto al rifugio che finalmente raggiungiamo dopo una breve e ripida salita (m. 2608 - h. 2,00). Sul lato opposto della valle si vede il sentiero estivo che però non conviene seguire perché in posizione decisamente pericolosa.



Il Rifugio Larcher, di propreità della SAT di Trento, è stato ristrutturato l'anno scorso ed ora è molto accogliente come pure i gestori. Passiamo le ore in attesa della cena godendoci il sole caldo, lo splendido panorama e la birra gelata.


Domenica mattina partiamo alle 6,30 assieme ad altre comitive dirette al Cevedale. La giornata è limpida e mite. Prendiamo la traccia in direzione nord dopo esserci calati per pochi metri e facciamo un ampio giro verso sinistra tenendoci in quota con un lungo traverso che ci consente di accedere alla Vedretta de la Mare. 
La via di salita sulla Vedretta de la Mare



Ora si sale su pendii poco pendenti sulla parte destra della vedretta tralasciando le tracce che salgono ancora più a destra verso il Cevedale. Superato un breve tratto più ripido si arriva in un vasto pianoro e proseguendo in direzione sud-ovest si raggiunge il Col de la Mare (m. 3422), sulla cresta verso il Cevedale è visibile il vicino bivacco Colombo. Seguendo il crinale in direzione sud si arriva su una breve cresta dalla quale si scende sul colle pianeggiante dove termina la Vedretta Rossa, superato il breve pendio di fronte a noi siamo in vista della cima che raggiungiamo dopo un tratto in piano sull'ampio crestone (m. 3685 – h. 4,15).


Sotto di noi appare il Ghiacciaio dei Forni con il San Matteo ed il Pizzo Tresero; verso nord la mole imponente del Gran Zebrù e la caratteristica sagoma ondulata del Cevedale.
Tolte le pelli torniamo indietro fino al colle dove termina la Vedretta Rossa: ci aspetta una entusiasmante discesa nel mezzo dell'ampia valle glaciale. Scendiamo veloci su ottimo firn e su pendenze moderate tenendoci piuttosto sulla destra orografica, dopo un lungo tratto a bassa pendenza arriviamo all'imbocco di un ripido e stretto canalone in fondo al quale si trova la piana di Malga Mare. Il canalone è in ombra e il manto nevoso è in ottime condizioni. Con strette curve e con attenzione nel superare qualche gobba più ripida arriviamo finalmente nella parte basale dove troviamo neve pessima. Attraversato un rado boschetto siamo di nuovo al parcheggio (h. 5,35).

Il canalone del Rio della Vedretta Rossa

Gli itinerari di salita e discesa sono solitamente ben tracciati e, con buone condizioni di visibilità, non presentano difficoltà di orientamento. Abbiamo trovato i ghiacciai in ottime condizioni, senza alcun crepaccio aperto e con neve dura (utilizzati i rampant per comodità). Non si incontrato difficoltà tecniche, solo il canalone finale in discesa può essere valutato BS.

quota partenza
1980 m
quota massima
3685 m
dislivello
1785 m
esposizione prevalente
E
difficoltà
MS-BS

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