Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

domenica 27 marzo 2011

Cima di Solda

Siamo partiti con l'idea di passare un fine settimana di relax sulle piste di Solda portando però gli sci da scialpinismo e le pelli di foca, che non si sa mai. E questo significa addio relax.
Sveglia alle 5 di sabato, alle 9,30 siamo al parcheggio della funivia che da Solda porta al Rifugio Città di Milano. Decidiamo di dedicare il sabato per un po' di allenamento, domani scieremo solo in pista. La meta è la Cima di Solda, 1450 metri più in alto.
Dal parcheggio della stazione della funivia (m. 1920) saliamo seguendo la pista che, inoltrandosi in una stretta valle e con qualche tornante, ci porta alla stazione intermedia della funivia e quindi al Rifugio Città di Milano (m. 2581 - h. 1,20). Alcuni cartelli raccomandano di salire tenendosi rigorosamente sul lato destro. 
Gran Zebrù
 
Siamo sopraffatti dalle moli imponenti del Gran Zebrù con la sua parete nord, dal Monte Zebrù, dall'Ortles che mostra per intero la Via del Coston sulla quale ho sudato nel 2005. Di fronte a noi il ghiacciaio di Solda con l'omonima cima. Tutto il percorso è ben tracciato e solcato da innumerevoli scie. Un sollievo, perchè avendo percorso questo ghiacciaio in estate so che è tormentato da numerossimi e profondi crepacci. Ora l'abbondante copertura nevosa offre una solida garanzia. 

Il Ghiacciaio di Solda
 
Riprendiamo la marcia seguendo la traccia dapprima sul pendenze lievi poi superando dei pendii più ripidi con qualche zig-zag. Arriviamo così vicino al Passo del Lago Gelato (m. 3170) che consentirebbe di passare sul versante della Val Martello e raggiungere il Rifugio Casati sulla Vedretta Lunga. 


Noi invece svoltiamo a destra fino a raggiungere la cresta nord-ovest della Cima di Solda (m. 3340). Sono veramente stanco, è la prima volta quest'anno che raggiungo queste quote, evidentemente manca l'acclimatamento.
Percorriamo la cresta in direzione est senza difficoltà, un ultimo strappo e siamo in vetta (m. 3376 - h. 3,50). L'orizzonte si apre verso il Cevedale e la catena delle Tredici Cime che fanno corona al Ghiacciaio dei Forni. Più a sinistra Cima Marmotta e le cime Venezia.
Si è alzato un fastidioso vento e comincia a nevischiare perciò è meglio scendere seguendo la via di salita. In alto la neve è un po' crostosa, ma sciabile, in qualche tratto troviamo anche neve polverosa, ma in basso ci aspetta una micidiale crosta: non resta che scendere dritti fino a raggiungere il fondo perfettamente battuto della pista da sci che scende a Solda. Ora più rilassati con tranquillità arriviamo al fondo valle assieme a qualche raro sciatore che ha deciso di farsi tutti gli 11 km dal Passo di Madriccio a Solda.
Ortles Via del Coston

Il bollettino valanghe prevedeva grado di pericolo 3, tuttavia questo itinerario è abbastanza sicuro. Abbiamo notato solo qualche piccola slavina di neve umida sui pendii ripidi nelle ore più calde. Maggiore attenzione va posta invece nella salita lungo la pista fino al Rif. Città di Milano questa sì esposta a valanghe che scendono dal versante destro orografico e che vengono regolarmente rimosse per garantire la percorrenza.


quota partenza
1920 m
quota massima
3376 m
dislivello
1456 m
esposizione prevalente
N
difficoltà
MSA

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