Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

domenica 27 marzo 2011

Cima di Solda

Siamo partiti con l'idea di passare un fine settimana di relax sulle piste di Solda portando però gli sci da scialpinismo e le pelli di foca, che non si sa mai. E questo significa addio relax.
Sveglia alle 5 di sabato, alle 9,30 siamo al parcheggio della funivia che da Solda porta al Rifugio Città di Milano. Decidiamo di dedicare il sabato per un po' di allenamento, domani scieremo solo in pista. La meta è la Cima di Solda, 1450 metri più in alto.
Dal parcheggio della stazione della funivia (m. 1920) saliamo seguendo la pista che, inoltrandosi in una stretta valle e con qualche tornante, ci porta alla stazione intermedia della funivia e quindi al Rifugio Città di Milano (m. 2581 - h. 1,20). Alcuni cartelli raccomandano di salire tenendosi rigorosamente sul lato destro. 
Gran Zebrù
 

lunedì 21 marzo 2011

Cima Grappa in MTB


 Km
48
Dislivello
1956 m
Km in salita
21
Pendenza media
9%
Km su sterrato
19 (39%)

Descrivo un bel itinerario in mountain bike sul Monte Grappa fatto nel mese di ottobre con Flavio. E' l'unico che risponde sempre all'appello noncurante delle fatiche che già si immagina.
E' prevista la salita a Cima Grappa (m. 1775) partendo da Crespano (TV) (m. 300), percorrendo la mulattiera della Val della Madonna per poi tornare per la Val di San Liberale con un dislivello complessivo che supera i 1900 m. Questo dettaglio però non lo comunico a Flavio. Siamo sul versante trevigiano del Grappa solcato da profonde valli che gli danno un aspetto selvaggio. Sui principali spartiacque si sviluppano due interessanti itinerari attrezzati: la Via Ferrata dei Sass Brusai e la Via Ferrata Guzzella.

sabato 19 marzo 2011

No impianti sul Mondeval


Fra San Vito di Cadore e Pescul si vuole costruire un collegamento sciistico che attraversa la Zona 1 di Dolomiti UNESCO (le Rocchette, Mondeval, Pelmo). E' un progetto faraonico nel nome della “valorizzazione”!
Luoghi come questi hanno forse bisogno di essere valorizzati? Sono già di per sé un valore inestimabile, non hanno bisogno di nient'altro. Questo tipo di intervento va chiamato col nome appropriato: sfruttamento.
Dice bene Spiro dalla Porta Xidias che il termine “valorizzazione” è una trappola, un Cavallo di Troia (su “mountain blog”).
C'è chi crede ancora che per creare sviluppo e risolvere i problemi legati alla crisi economica degli abitanti di quelle valli basti realizzare piste da sci, come negli anni 70 e 80! Ci vuole altro, ma è troppo difficile.
Il minimo che potrà succedere, nella malaugurata ipotesi che si realizzi quest'opera, sarà lo stralcio della zona da quelle dell'UNESCO, e ci starà bene.
E' possibile firmare la petizione contro il progetto, io l'ho fatto, per quel poco che potrà servire.

Vedi anche: pelmo-mondeval

venerdì 18 marzo 2011

Riti


Chi va in Himalaya alla conquista degli 8000 prega divinità sconosciute, custodi delle montagne, invocando protezione. 
Io do sempre un pezzetto del mio panino alle cornacchie, come raccomanda Erri De Luca

giovedì 17 marzo 2011

Vita montanina

Campanula Morettiana endemismo delle Vette Feltrine

Ho letto da poco due brevi romanzi di Mario Martinelli, scrittore di montagna che vive in un paese della Vallarsa, in provincia di Trento. In occasione di un incontro mi scrisse una dedica sulla copia di un suo libro che avevo con me: “...buona vita montanina.”. Ho poi riflettuto sull'uso di questo termine diminutivo.
Montanina non è riduttivo intendendo una montagna minore o dimessa, tutt'altro. Sembra farci intendere che per raggiungere le alte vette (dello spirito) bisogna diventare piccoli, in qualche modo ridursi. Solo così si perviene alla piena consapevolezza di ciò che ci circonda e di noi. E' un via estremamente difficile, anche Voltair diceva che solo Dio conosce sé stesso.
Sembra ispirarsi  alla filosofia taoista che ci insegna che ciò che conta è quello che non è. Ci dice che un vaso è utile perché all'interno è vuoto o, ancora, che la ruota di un carro è utile quando il suo centro è vuoto per ospitare il mozzo.
Anche i Vangeli ci ricordano che dobbiamo diventare piccoli (i fanciulli scacciati e richiamati) per ereditare il cielo.
Uno dei personaggio del romanzo “Lo spirito del bosco” sale sui monti della Vallarsa, si siede per terra vicino ad un mugo e se ne sta così, a lungo.
Mi viene in mente la splendida canzone di F. Battiato “Haiku” (Caffe de la Paix 1993) che canta del tentativo di fondersi e diventare tutt'uno con la natura e alla fine recita “... io che devo svanire vorrei sospendermi nel nulla, ridurmi e diventare nulla.”

Buona vita montanina.

domenica 6 marzo 2011

Col San Giovanni

panorama da Monte Setole
Oggi siamo di nuovo sui Lagorai. Negli ultimi giorni è nevicato parecchio e c'è stato anche vento per cui decidiamo per una meta facile e priva di grossi rischi, dato che il bollettino prevede un grado di pericolo da 2 a 3. Il Col di San Giovanni fa il caso nostro. Si trova alla fine della Val Campelle ed è quel caratteristico panettone ben visibile a sinistra del Passo Cinque Croci. Lasciata l'auto nei pressi del rifugio Carlettini spalleggiamo gli sci fino a Ponte Conseria (1471 m) e prendiamo la forestale innevata seguendo le indicazioni per Malga Valsorda I°.

giovedì 3 marzo 2011

Gli sci


"Bisogna vedere che cosa si intende per felicità: avere una macchina di grossa cilindrata oppure un paio di sci da fondo? Io personalmente preferisco un paio di sci da fondo."
                                                                          Mario Rigoni Stern