Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

sabato 19 febbraio 2011

Cima Paradisi

Negli ultimi tre giorni ci sono stati considerevoli apporti nevosi, fino a 50 cm nelle dolomiti e 70 cm nelle Prealpi Vicentine a 1400 m di quota. Abbiamo quindi scelto l'itinerario descritto perché garantisce una totale sicurezza e si presta ad essere effettuato appunto dopo copiose nevicate. Presenta però un inconveniente non da poco e cioè si svolge per tre quarti nel bosco, solo la parte finale verso la vetta offre grandi spazi liberi e un panorama notevole.

sullo sfondo Cima d'Asta

Parcheggiata l'auto al Rifugio Refavaie (m 1105), che si raggiunge provenendo da Canal San Bovo e Caoria costeggiando il Torrente Vanoi, prendiamo le indicazioni per M.ga Fossernica seguendo una strada forestale fino ad un capitello (m 1250). Le recenti nevicate sono state provvidenziali altrimenti la strada forestale non sarebbe stata sciabile. Al capitello si devia a destra nel bosco e faticosamente si arriva in una bella radura, procedendo ancora a destra (S-E) su terreno aperto si arriva alla Malga Fossèrnica di Dentro (m 1777 – h 1,25) posta in posizione assai panoramica sul nodo di Cima d'Asta. Proseguiamo in direzione N-E sempre nel bosco di abeti ripido e fitto fino a che questo non lascia il posto al bel bosco rado di larici. All'improvviso il bosco finisce e ci troviamo sulla dorsale del monte nei pressi di un'antecima. Le tracce che avevamo seguito qui finiscono, ora ci tocca battere fino in cima. 
la calotta della cima

Dopo una breve discesa affrontiamo l'ampio pendio finale portandoci sulla sua parte sinistra, meno ripida, fino alla cresta nord ed in breve siamo sulla cima (m 2206 - h 2.40). Il panorama è vastissimo: abbiamo quasi l'intera catena dei Lagorai tra cui spiccano il Cauriol ed il Cardinal, a sud il nodo di Cima d'Asta totalmente imbiancato, ad est le Pale di San Martino. La giornata è bellissima, ma, come ormai accade da un po' di tempo, troppo calda.

in vetta


 
la via percorsa
 
Scendiamo il pendio appena salito su neve un po' crostosa, ma sciabile. La pendenza è tale da non rappresentare un pericolo nonostante sia carico di neve fresca. Purtroppo in breve raggiungiamo il bosco di larici, qui troviamo bella neve farinosa, poi, mano a mano che si scende, la situazione peggiora: la neve è sempre più pesante e crostosa ed bosco sempre più fitto. Arrivati nei pressi della malga decidiamo che abbiamo penato abbastanza e così seguiamo la lunga strada forestale, prestando attenzione ai bivi e alle tabelle, fino al rifugio. La poca neve sulla strada è ormai diventata acqua (h. 4,30).  

quota partenza:  m 1105 - quota massima:  m 2206 - dislivello: m 1101 
esposizione prevalente: O - difficoltà: MS
 

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