Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

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Nietsche

domenica 9 gennaio 2011

Pizzo Alto

Cielo plumbeo, pioviggina, comunque partiamo. Piove al Passo della Fricca. Piove a Pergine Valsugana. Sono giorni che fa caldo e piove fino ai 1600 m di quota. Il meteo di Arabba prevede delle schiarite in mattinata e noi siamo qui con gli sci in auto diretti al Pizzo Alto, ragazzi questa è fede!
Da Pergine Valsugana si risale tutta la Valle dei Mocheni fino all'abitato di Battisti (Palù del Fersina) seguendo sempre le indicazioni per Rifugio e Lago Erdemolo. Si lascia l'auto su un ampio parcheggio dopo le ultime case (m. 1495). Ci sono altri sci-alpinisti e ciaspolatori, tutti col naso all'insù sperando nelle schiarite previste. Intanto ha smesso di piovere.
Il Pizzo Alto da F.lla Erdemolo


Calziamo gli sci e cominciamo a seguire la strada che si inoltra nella valle seguendo i segnavia del Sentiero Europeo E5. Bisogna stare sul ciglio della strada dove c'è un po' di neve, il resto è una lastra di ghiaccio. A due bivi si prosegue sempre a destra fino a scendere brevemente fino ad un ponticello che consente di attraversare un ruscello. Di fronte appare il Maso Lenzi, si prosegue in direzione nord su terreno aperto e quindi all'interno del bosco rado di larici. Generalmente si trova sempre una buona traccia battuta. Il cielo non si può dire sereno, ma almeno le coltre delle nubi si è un po' diradata lascindo vedere qualche sprazzo di azzurro. Dopo un tratto ripido si arriva finalmente alla forcella (m 2030 - h. 1,15) sotto la quale si trova il rifugio Erdemolo. Da qui si può vedere la nostra meta con la via di salita e tutta la catena di picchi che contornano la conca del Lago di Erdemolo e che formano il Sasso Rosso e Sasso Rotto. L'innevamento è più che buono, non si notano rocce affioranti e sulle creste incombono imponenti cornici. Dalla forcella si sale ora il pendio sulla nostra destra (direzione ovest) fino alla cresta nord. Si segue ora brevemente la cresta poco pendente in direzione sud fino ad arrivare sotto il ripido pendio della cima. Qui montiamo i rampant dato che la neve è ghiacciata, il pendio è rivolto a nord. Si eseguono alcune strette zeta per portarsi in quota e quindi si effettua un breve ma insidioso traverso verso sinistra (est) che va affrontato con neve sicura. Si arriva ad un piccolo colle in zona sicura, si cambia direzione (ovest) per risalire un breve pendio fino alla cresta finale. Qui depositiamo gli sci e facciamo a piedi gli ultimi 30 mt fino alla vetta (utile la piccozza) tenendosi a distanza dalla cornice alla nostra destra (h. 2.00).

Sulla cresta verso la cima

Tornati agli sci e realizzata una piccola piazzola per agganciarli agevolmente scendiamo facilmente al colle pianeggiante. Si effettua senza difficoltà il traverso su neve dura e arrivati alla cresta si effettua la prima curva e poi facilmente ed in sicurezza si ripercorre la cresta ed il pendio fino alla forcella. Nel frattempo il cielo si è di nuovo oscurato ed inizia a nevicare. Scendiamo il tratto ripido a nord della forcella su buona neve, entrati ne bosco si scende con percorso obbligato su pista battuta e ghiacciata, infine in zona aperta fino al ponticello. Ora bisogna seguire la strada ghiacciata. Non conviene seguire le invitanti tracce che scendono sui pendii a sinistra perchè alla fine si finisce sul fondo di una valletta che costringere a togliere gli sci e a risalire faticosamente sulla strada.
A mezzogiorno siamo di nuovo al parcheggio (h. 3.00) 

quota partenza:  m 1495 - quota massima:  m 2264 - dislivello: m  769
esposizione prevalente: N - difficoltà: MS - BS

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