Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

domenica 23 gennaio 2011

Monte Gronlait

Il Gronlait si trova nella parte occidentale dei Lagorai e forma il fianco orientale della Valle dei Mocheni assieme al Fravort. Un ampio vallone rivolto a sud lo separa dall'Hoabonti, posto più a est, e questa è la via privilegiata per la salita.
La giornata è radiosa e piuttosto fredda, sappiamo già che troveremo neve ghiacciata a causa del freddo intenso dei giorni precedenti.
la via di salita e discesa

Da Roncegno in Valsugana si sale alla Località Le Pozze (m. 1430) dove normalmente si parcheggia. Oggi però, a causa della scarsità di neve a bassa quota, si può proseguire sulla strada asfaltata fino all'agriturismo Rincher (m 1590). Qui si mettono gli sci e si sale in direzione est sulla stradina innevata, fatte poche centinaia di metri si cambia direzione (ovest) e si arriva a Malga Presa che si lascia a sinistra proseguendo sulla traccia che si inoltra nel bosco rado di larici. 

domenica 9 gennaio 2011

Pizzo Alto

Cielo plumbeo, pioviggina, comunque partiamo. Piove al Passo della Fricca. Piove a Pergine Valsugana. Sono giorni che fa caldo e piove fino ai 1600 m di quota. Il meteo di Arabba prevede delle schiarite in mattinata e noi siamo qui con gli sci in auto diretti al Pizzo Alto, ragazzi questa è fede!
Da Pergine Valsugana si risale tutta la Valle dei Mocheni fino all'abitato di Battisti (Palù del Fersina) seguendo sempre le indicazioni per Rifugio e Lago Erdemolo. Si lascia l'auto su un ampio parcheggio dopo le ultime case (m. 1495). Ci sono altri sci-alpinisti e ciaspolatori, tutti col naso all'insù sperando nelle schiarite previste. Intanto ha smesso di piovere.
Il Pizzo Alto da F.lla Erdemolo

martedì 4 gennaio 2011

La bicicletta

autoscatto a Malga Verena (Altopiano di Asiago)

Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione. Andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio [...] La bicicletta siamo ancora noi che vinciamo lo spazio ed il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un gioco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello [...]
una forza orgogliosa ci gonfia il cuore nel sentirci così liberi. Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli.

In sella dunque, la testa sul manubrio e l'anima al vento. La vita è una corsa senza meta: chi corre oblia, e solamente chi oblia trionfa.

                                                                                                  A. Oriani “La bicicletta” 1897

domenica 2 gennaio 2011

Cima delle Ofre


Oggi, 2 gennaio, siamo in quattro. Dopo aver perso un po' di tempo al punto di ritrovo per decidere dove andare partiamo alla volta di Passo Xomo per salire sul Pasubio per le "Caneve di Campiaglia". Il nostro progetto si interrompe di fronte ad una slavina sulla strada che collega il passo con l'abitato di Santa Caterina. Così cambiamo meta e ci dirigiamo a Pian delle Fugazze per salire a Cima delle Ofre.


sabato 1 gennaio 2011

Monte Setole

1 1 11, non so se questa sequenza di 1 porterà bene, resta comunque la voglia di iniziare nel miglior modo possibile l'anno nuovo, almeno per quanto riguarda la nostra attività in montagna con gli sci. Siamo in tre: Anna, Flavio ed io.

Presa la strada che da Borgo Valsugana e Telve conduce al Passo Manghen lungo la Val Calamento, parcheggiamo l'auto a circa 700 m dopo l'Albergo Calamento (m. 1265). Da qui parte una strada forestale che conduce a M.ga Cere (indicazioni), quindi calziamo subitio gli sci e seguiamo la forestale che si alza dolcemente all'interno del bel bosco di abeti. L'innevamento non è molto, ma comunque sufficiente, anche se il manto nevoso è stato rovinato da un fouristrada. La strada forestale è abbastanza noiosa, ma con neve sufficiente è possibile prendere delle scorciatoie nel bosco. Infine si arriva in ambiente aperto ed in breve alla Malga Cere. La giornata è radiosa e fin troppo calda.