Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie. Nietsche

Chi sale sui monti più alti ride di tutte le tragedie e tragicommedie.
Nietsche

martedì 1 novembre 2011

Da Priabona al Passo Zovo


Questo itinerario si snoda sulla dorsale collinare, con andamento da sud a nord, che separa la pianura vicentina dalla Valle dell'Agno. Consente di attraversare ambienti vari e molto suggestivi che poco hanno da invidiare a località più blasonate. Si parte da poco meno di 100 metri di quota per salire a circa 700 metri al massimo. Il periodo più bello è proprio nel mese di novembre quando i boschi si tingono dei colori autunnali, l'unica precauzione da adottare è quella di evitare le giornate di apertura della caccia.
La parte più interessante è quella che dalla località Priabona ci porta al Passo Zovo lungo strade sterrate, tratturi e sentieri con continui saliscendi. L'itinerario nel complesso è facile salvo qualche breve tratto molto ripido e pochi metri da fare a spinta. 




Km
56
Dislivello
1070 m
Pendenza media
7%
Tempo percorrenza
4 h
Difficoltà
MC


sabato 1 ottobre 2011

Bocchetta Portule e Spitz Vezzena in MTB

da B.tta Portule verso Cima Manderilo e Spitz Vezzena
In questa prima giornata di ottobre che sembra estate percorro in mountain-bike, sull'Altipiano di Asiago, un itinerario arcinoto. Ritorno periodicamente in questi luoghi con la bici e mi piace farlo in questa stagione. L'aria è frizzante e tersa, i boschi cominciano a colorarsi, le malghe ormai deserte e poca gente in giro.
L'itinerario è facile tecnicamente, se si esclude la salita allo Spitz di Vezzena, ma impegnativo dal punto di vista fisico. Si sviluppa nella parte nord-ovest dell'altipiano sulle pendici della Val d'Assa, toccando il bordo che precipita in Valsugana. Si attraversano luoghi ricchi di storia, segnati dalle vicende belliche della Grande Guerra, ora valorizzati con opere di ripristino e tabellazione descrittiva.

sabato 17 settembre 2011

Cima Grappa da Semonzo


Ci sono due strade principali che salgono alla cima del Monte Grappa dal versante della pianura Veneta. La più nota è la strada Cadorna che parte da Romano d'Ezzelino, in provincia di Vicenza, un paio di chilometri più a est, da Semonzo del Grappa, in provincia di Treviso, inizia una seconda strada che si innesta sulla strada Cadorna a un chilometro dalla cima. Quest'ultima è poco trafficata, più corta di una decina di chilometri e, di conseguenza, superando lo stesso dislivello, è anche più ripida. E' anche molto più bella per la varietà degli ambienti, soprattutto nella parte alta. Una classica per i cicloamatori, infatti non è raro trovarsi qui in compagnia di decine di ciclisti tra i quali nascono inevitabilmente tacite competizioni.
E' una salita da affrontare ben allenati e purtuttavia è sempre una salita dura.
Ecco i numeri

Partenza da Semonzo del Grappa m. 180
Arrivo a Rifugio Bassano m. 1745
km. 19
dislivello m 1565
pendenza media 8,2%
pendenza max 11%

I primi 10 km hanno una pendenza media del 9%.
Da Campo Croce a Cima Grappa la pendenza media è del 10%.



domenica 11 settembre 2011

Vajo del Pino - Monte Pasubio


Ho ripercorso, a distanza di alcuni anni, un interessante itinerario sul versante del Monte Pasubio rivolto verso la Val Leogra: il Vajo del Pino. Questo versante del massiccio è caratterizzato da una moltitudine di profondi e stretti canali scavati nei millenni dallo scorrere delle acque sulla roccia calcarea. Caratteristica che si ritrova anche sul gruppo della Carega e che si può dire tipica ed esclusiva delle Piccole Dolomiti. Questi canali sono chiamati nel dialetto locale, in base alla larghezza e caratteristica, “vaj” e “boali”. In inverno all'interno di essi la neve si accumula in gran quantità, slavina presto e subito dopo si compatta dando origine a degli splendidi scivoli nevosi che possono presentare pendenze dai 45° fino oltre i 60° e che si mantengono tali fino a primavera inoltrata.

domenica 28 agosto 2011

Monte Cristallo, via normale alla cima principale

Una via normale d'altri tempi, in ambiente grandioso, su una delle montagne dolomitiche più belle. Mi affascina l'idea di calcare le orme dei primi salitori e addentrarmi nelle pieghe complesse della massa dolomitica, apparentemente inaccessibile. Immagino la pazienza unita ad una buona dose di intuizione dei primi esploratori per trovare la via di accesso più facile.
Era il 14 settembre 1865 quando Paul Gromhan, con le guide Angelo Dimai e Santo Siorpaes raggiunse la cima principale del Cristallo lungo la via che pressapoco si utilizza anche oggi.
L'itinerario, che comporta un dislivello di 1400 m, si può suddividere in due fasi: la prima consiste nella faticosa salita dal Passo Tre Croci al Passo del Cristallo; la seconda, più breve e divertente, consiste nella facile arrampicata fino in vetta.
Partiamo alle 7 dopo una notte insonne passata in tenda al Passo Tre Croci, la cima del Cristallo è già chiara, illuminata dal sole ormai alto. Prendiamo la stradina a sinistra che dal passo porta a Sonforca che poco dopo abbandoniamo per prendere il sentiero a destra (tabelle, segnavia 221) che sale prima nel bosco e poi tra i mughi fino alla bella piana prativa del Col da Varda, ultimo avamposto con segni di vita, colonizzato dall'erba e dai mughi. Da qui in avanti cammineremo sulle aride ghiaie, tra sfasciumi e rocce.

lunedì 22 agosto 2011

Vetta d'Italia


Siamo saliti in sette fino al rifugio Brigata Tridentina, in Valle Aurina, con l'idea di salire l'indomani sul Picco dei Tre Signori, ma, ahimè, le temperature fuori dalla norma di questi giorni hanno reso la salita decisamente pericolosa.

sabato 20 agosto 2011

Al Sasso delle Dodici e Cima Vallaccia

Due inverni fa salendo con gli sci dalla Val Monzoni al Sasso delle Undici, buttando lo sguardo giù sul versante nord del monte, mi ero proposto di tornare in estate per percorrere quel versante lungo il sentiero attrezzato Gadotti che permette di raggiungere prima il Sasso delle Dodici e quindi la Cima Vallaccia.
E così eccomi qua insieme ad un amico che mi accompagna. Lo scopo è anche quello di effettuare una ricognizione per condurre l'anno prossimo un'escursione sociale con la sezione del CAI a cui appartengo.

mercoledì 17 agosto 2011

Monte Novegno e Monte Rione in MTB

La giornata limpida e radiosa invita ad un giro in montagna in bicicletta, ma non mi va di utilizzare l'auto, quindi scelgo di salire al Monte Rione, raggiungibile da casa facendo un anello di una sessantina di chilometri. Fa parte di quella catena che, partendo dal Monte Summano e proseguendo sul Pasubio, separa la Val Leogra, a sud, dalla Val Posina, a nord. Sono i primi rilievi che sorgono dalla pianura vicentina.
Salirò seguendo quella che, a mio parere, è la via più logica e diretta, ma anche la più impegnativa, scegliendo, quando possibile, sentieri e tratturi. Scenderò poi per la Valle dell'Orco seguendo in parte il tracciato della Val Leogra MTB Race, gara di mountain-bike.

domenica 14 agosto 2011

Civetta per la Ferrata degli Alleghesi

Sono salito sulla Civetta tre volte, per la ferrata Tissi e per la via normale, ma mai per la Ferrata degli Alleghesi. Così con altri cinque amici, solo uno dei quali è salito una volta su questa cima, partiamo per questa escursione che prevediamo di compiere in giornata, anche se sappiamo essere molto lunga. Tutti comunque siamo ben allenati.
Per effettuare salita e discesa in giornata il luogo più idoneo per la partenza è la Casera della Grava (m 1627) che si raggiunge con una stretta stradina che si prende poco prima dell'abitato di Chiesa, dopo il Passo Duran. Dalla casera si prende il sentiero n. 557 che, dopo aver oltrepassato la Forcella della Grava, prosegue per il rifugio Coldai. Lasciata a sinistra la deviazione per la via normale si prosegue fino alla base dello sperone che scende da Punta Civetta sul quale si sviluppa la via ferrata.

Lo sperone con l'attacco della ferrata
Partiti con il cielo limpido arriviamo all'attacco quando le nubi hanno ormai quasi coperto tutto, il meteo però non prevede precipitazioni e quindi partiamo decisi. La ferrata non è difficile, è priva di passaggi tecnici ed ottimamente attrezzata, però molto lunga e faticosa. Si tocca dapprima la Punta Civetta e quindi si prosegue sulla cresta in direzione sud per oltrepassare la Punta Tissi ed infine si arriva sulla cima della Civetta (m. 3220). Questo tratto è molto bello perché consente di guardare giù dal versante ovest, dove si nota tra l'altro il rifugio Tissi. Percorrendo la cresta si pensa che qui terminano molte vie importanti e difficili aperte sull'immensa parete nord-ovest da alpinisti entrati nella storia dell'alpinismo.

martedì 9 agosto 2011

Da Caltrano a Malga Foraoro

Profilo altimetrico
Volevo misurare il mio grado di allenamento, visto che sono andato poco in bicicletta ultimamente, affrontando una salita impegnativa con la mountain-bike. Si tratta di raggiungere la Malga Foraoro, sul Monte Paù, dal paese di Caltrano e la contrada Tezze lungo una strada di servizio antincendio costruita alcuni anni fa. Una salita che ho già fatto molte volte e che possiamo considerare un buon banco di prova. Bisogna superare 1160 metri di dislivello con 11 km a disposizione e con 8 chilometri di sterrato con pendenza media del 15%.

lunedì 1 agosto 2011

Frico friulano

Durante la permanenza presso il rifugio Giaf, punto di partenza per effettuare la traversata nel Parco delle Dolomiti Friulane lungo il Truoi da Sclops, ho avuto modo di assaggiare ancora una volta il Frico, tipico piatto friulano, ottimamente preparato dal gestore del rifugio.

In Carnia si prepara con formaggio vecchio grattugiato e olio di oliva, ma la versione più comune è composta da formaggio montasio e patate a cubetti, il tutto amalgamato in padella, Servito con la polenta è una vera delizia.

domenica 31 luglio 2011

Truoi da Sclops - Parco Dolomiti Friulane


Desideravo trascorrere due giorni camminando tra montagne solitarie e silenziose, lontano dall'affollamento dei più noti itinerari dolomitici. Così, con alcuni amici, si decide di effettuare una bellissima traversata all'interno del Parco delle Dolomiti Friulane, in particolare seguendo il sentiero denominato “Truoi da Sclops” o Sentiero delle Genziane che collega i rifugi Giaf e Flaiban-Pacherini e che fa parte dell'Alta Via dei Silenzi. Siamo nella porzione di Dolomiti a est del Piave ed il gruppo montuoso è uno dei nove sistemi (il n. 4) che formano il bene “Dolomiti Patrimonio dell'Umanità”. L'itinerario si sviluppa nella parte più a nord, delimitata dal Tagliamento.

domenica 10 luglio 2011

Da Lugo di Vicenza a Monte Corno

Monte Corno, Monte Paù, Monte Cengio sono le avanguardie dell'Altopiano di Asiago dolcemente protese sulla pianura vicentina, i primi rilievi visibili da lontano. Sono percorsi da innumerevoli vie di comunicazione, strade provinciali, forestali sterrate, sentieri. La parte più orientale presenta pendii più dolci sui quali sorgono molti insediamenti abitati, piccoli paesi e contrade.
La salita in bicicletta su questi versanti, scegliendo le strade forestali prive di traffico, offre la possibilità di attraversare ambienti molto diversi partendo dalla fascia collinare a 200 m di quota fino ai 1300-1400 m delle sommità, sempre con la vista del panorama sulla pianura che svanisce nella foschia in lontananza. In rare giornate molto limpide è possibile spingere lo sguardo fino alla laguna di Venezia.

domenica 26 giugno 2011

Monte Verena

Casare Verena

Oggi riservo la giornata festiva al puro piacere che mi darà un facile giro in rampichino in solitudine tra i boschi dell'Altopiano di Asiago con la salita alla cima del Monte Verena (2015 m).
Il suo versante meridionale è un lungo, dolce e regolare piano inclinato, tanto da apparire quasi insignificante. Ideale invece per ricavarci delle piste da sci, infatti questo luogo anni fa è stato deturpato dai disboscamenti e dall'installazione di alcune seggiovie tutt'ora funzionanti. Il versante nord invece precipita selvaggio a picco sulla Val d'Assa con un'alta parete solcata da tre canaloni, ideali vie di salita e discesa sci-alpinistiche (difficili).
Questa cima è però più conosciuta per la presenza dei ruderi dell'omonimo forte. Il Forte Verena venne costruito tra il 1912 e il 1914 per difendere il confine italiano con l'Impero Austro-Ungarico. Faceva parte del III settore – Asiago – dello sbarramento Agno-Assa. Alle ore 4 del 24 maggio 1915 da qui fu sparato il primo colpo di cannone italiano che segnò l'entrata in guerra dell'Italia.

domenica 29 maggio 2011

Monte Fior


Questo itinerario si snoda nella zona centrale dell'Altopiano di Asiago, a nord dell'abitato di Gallio, tra le Melette ed il Monte Fior, e prevede la salita di due cime: il Monte Fior ed il Monte Baldo. Notevole è l'interesse storico di queste zone teatro di sanguinose battaglie durante la Grande Guerra, descritte nel bellissimo libro di Lussu “Un anno sull'Altopiano”. E' il periodo dal giugno 1916 al luglio 1917 quando al Brigata Sassari combatté estenuanti battaglie proprio tra il Monte Fior ed il Monte Castelgomberto. Dal romanzo di Lussu il regista F. Rosi trasse il film “Uomini contro”. 

domenica 24 aprile 2011

Sentiero Gresele

Da tempo desideravo riservare una domenica per ripercorrere un'interessante sentiero naturalistico nella zona di Recoaro Terme denominato “Sentiero Gresele”, importante soprattutto per le sue peculiarità geologiche. Dedicato ad un alpinista scomparso, appartenente alla Sezione del Club Alpino Italiano di Vicenza, consente di raggiungere il Passo di Campogrosso dall'abitato di Recoaro con un dislivello di poco più di 1000 m. L'interesse geologico è notevole perché si possono osservare tutte le formazioni rocciose che vanno dal basamento cristallino del Paleozoico al Triassico Superiore.





















Nel Vicentino si trova ad una distanza relativamente breve tutta la campionatura delle varie ere geologiche. P. Maraschini e G. Arduino fecero i loro studi stratigrafici nella regione di Schio e di Recoaro e si possono considerare i fondatori della stratigrafia del Vicentino, una tra le prime classificazioni stratigrafiche e punto di partenza per le successive.


domenica 3 aprile 2011

Palon de la Mare


Ghiacciao dei Forni con Punta San Matteo e Pizzo Tresero
Per questo fine settimana decido di partecipare alla gita sci-alpinistica organizzata dalla Sezione del CAI a cui appartengo, la meta è il Palon de la Mare nel gruppo di Ortles-Cevedale. E' una delle tante cime che formano quella fantastica catena, chiamata appunto delle 13 Cime, che inizia con il Cevedale e termina con il Pizzo Tresero e che racchiude il Ghiacciaio dei Forni che, con una superficie di circa 13 kmq, è uno dei più estesi d'Italia.

domenica 27 marzo 2011

Cima di Solda

Siamo partiti con l'idea di passare un fine settimana di relax sulle piste di Solda portando però gli sci da scialpinismo e le pelli di foca, che non si sa mai. E questo significa addio relax.
Sveglia alle 5 di sabato, alle 9,30 siamo al parcheggio della funivia che da Solda porta al Rifugio Città di Milano. Decidiamo di dedicare il sabato per un po' di allenamento, domani scieremo solo in pista. La meta è la Cima di Solda, 1450 metri più in alto.
Dal parcheggio della stazione della funivia (m. 1920) saliamo seguendo la pista che, inoltrandosi in una stretta valle e con qualche tornante, ci porta alla stazione intermedia della funivia e quindi al Rifugio Città di Milano (m. 2581 - h. 1,20). Alcuni cartelli raccomandano di salire tenendosi rigorosamente sul lato destro. 
Gran Zebrù
 

lunedì 21 marzo 2011

Cima Grappa in MTB


 Km
48
Dislivello
1956 m
Km in salita
21
Pendenza media
9%
Km su sterrato
19 (39%)

Descrivo un bel itinerario in mountain bike sul Monte Grappa fatto nel mese di ottobre con Flavio. E' l'unico che risponde sempre all'appello noncurante delle fatiche che già si immagina.
E' prevista la salita a Cima Grappa (m. 1775) partendo da Crespano (TV) (m. 300), percorrendo la mulattiera della Val della Madonna per poi tornare per la Val di San Liberale con un dislivello complessivo che supera i 1900 m. Questo dettaglio però non lo comunico a Flavio. Siamo sul versante trevigiano del Grappa solcato da profonde valli che gli danno un aspetto selvaggio. Sui principali spartiacque si sviluppano due interessanti itinerari attrezzati: la Via Ferrata dei Sass Brusai e la Via Ferrata Guzzella.

sabato 19 marzo 2011

No impianti sul Mondeval


Fra San Vito di Cadore e Pescul si vuole costruire un collegamento sciistico che attraversa la Zona 1 di Dolomiti UNESCO (le Rocchette, Mondeval, Pelmo). E' un progetto faraonico nel nome della “valorizzazione”!
Luoghi come questi hanno forse bisogno di essere valorizzati? Sono già di per sé un valore inestimabile, non hanno bisogno di nient'altro. Questo tipo di intervento va chiamato col nome appropriato: sfruttamento.
Dice bene Spiro dalla Porta Xidias che il termine “valorizzazione” è una trappola, un Cavallo di Troia (su “mountain blog”).
C'è chi crede ancora che per creare sviluppo e risolvere i problemi legati alla crisi economica degli abitanti di quelle valli basti realizzare piste da sci, come negli anni 70 e 80! Ci vuole altro, ma è troppo difficile.
Il minimo che potrà succedere, nella malaugurata ipotesi che si realizzi quest'opera, sarà lo stralcio della zona da quelle dell'UNESCO, e ci starà bene.
E' possibile firmare la petizione contro il progetto, io l'ho fatto, per quel poco che potrà servire.

Vedi anche: pelmo-mondeval

venerdì 18 marzo 2011

Riti


Chi va in Himalaya alla conquista degli 8000 prega divinità sconosciute, custodi delle montagne, invocando protezione. 
Io do sempre un pezzetto del mio panino alle cornacchie, come raccomanda Erri De Luca

giovedì 17 marzo 2011

Vita montanina

Campanula Morettiana endemismo delle Vette Feltrine

Ho letto da poco due brevi romanzi di Mario Martinelli, scrittore di montagna che vive in un paese della Vallarsa, in provincia di Trento. In occasione di un incontro mi scrisse una dedica sulla copia di un suo libro che avevo con me: “...buona vita montanina.”. Ho poi riflettuto sull'uso di questo termine diminutivo.
Montanina non è riduttivo intendendo una montagna minore o dimessa, tutt'altro. Sembra farci intendere che per raggiungere le alte vette (dello spirito) bisogna diventare piccoli, in qualche modo ridursi. Solo così si perviene alla piena consapevolezza di ciò che ci circonda e di noi. E' un via estremamente difficile, anche Voltair diceva che solo Dio conosce sé stesso.
Sembra ispirarsi  alla filosofia taoista che ci insegna che ciò che conta è quello che non è. Ci dice che un vaso è utile perché all'interno è vuoto o, ancora, che la ruota di un carro è utile quando il suo centro è vuoto per ospitare il mozzo.
Anche i Vangeli ci ricordano che dobbiamo diventare piccoli (i fanciulli scacciati e richiamati) per ereditare il cielo.
Uno dei personaggio del romanzo “Lo spirito del bosco” sale sui monti della Vallarsa, si siede per terra vicino ad un mugo e se ne sta così, a lungo.
Mi viene in mente la splendida canzone di F. Battiato “Haiku” (Caffe de la Paix 1993) che canta del tentativo di fondersi e diventare tutt'uno con la natura e alla fine recita “... io che devo svanire vorrei sospendermi nel nulla, ridurmi e diventare nulla.”

Buona vita montanina.

domenica 6 marzo 2011

Col San Giovanni

panorama da Monte Setole
Oggi siamo di nuovo sui Lagorai. Negli ultimi giorni è nevicato parecchio e c'è stato anche vento per cui decidiamo per una meta facile e priva di grossi rischi, dato che il bollettino prevede un grado di pericolo da 2 a 3. Il Col di San Giovanni fa il caso nostro. Si trova alla fine della Val Campelle ed è quel caratteristico panettone ben visibile a sinistra del Passo Cinque Croci. Lasciata l'auto nei pressi del rifugio Carlettini spalleggiamo gli sci fino a Ponte Conseria (1471 m) e prendiamo la forestale innevata seguendo le indicazioni per Malga Valsorda I°.

giovedì 3 marzo 2011

Gli sci


"Bisogna vedere che cosa si intende per felicità: avere una macchina di grossa cilindrata oppure un paio di sci da fondo? Io personalmente preferisco un paio di sci da fondo."
                                                                          Mario Rigoni Stern

sabato 19 febbraio 2011

Cima Paradisi

Negli ultimi tre giorni ci sono stati considerevoli apporti nevosi, fino a 50 cm nelle dolomiti e 70 cm nelle Prealpi Vicentine a 1400 m di quota. Abbiamo quindi scelto l'itinerario descritto perché garantisce una totale sicurezza e si presta ad essere effettuato appunto dopo copiose nevicate. Presenta però un inconveniente non da poco e cioè si svolge per tre quarti nel bosco, solo la parte finale verso la vetta offre grandi spazi liberi e un panorama notevole.

sullo sfondo Cima d'Asta

Parcheggiata l'auto al Rifugio Refavaie (m 1105), che si raggiunge provenendo da Canal San Bovo e Caoria costeggiando il Torrente Vanoi, prendiamo le indicazioni per M.ga Fossernica seguendo una strada forestale fino ad un capitello (m 1250).

sabato 12 febbraio 2011

Cima San Cassiano

Da un po' di tempo si parlava di visitare la Val Sarentino, a detta di molti il paradiso degli scialpinisti. Decidiamo così di salire alla Cima San Cassiano che presenta un versante settentrionale sul quale speriamo di trovare buona neve.Lasciata l'auto al parcheggio di fronte al chiosco delle informazioni turistiche (il divieto di accesso impedisce di arrivare al lago) raggiungiamo a piedi il lago di Valdurna (200 m) e seguendo la sua sponda settentrionale lungo la strada raggiungiamo l'albergo Fischerwirt. Il tempo è bello ed il clima fin troppo mite. 
il Lago di Valdurna



domenica 6 febbraio 2011

Cima Nàssere

Cima Nàssere, denominata anche Croz di Conseria, si raggiunge dalla Val Campelle ed è ben visibile salendo lungo la strada per Ponte Conseria. 
panorama da Monte Setole
Da Borgo Valsugana si prende la strada per il Rifugio Crucolo e si prosegue fino a raggiunge il parcheggio nei pressi di Ponte Conseria (m. 1480). Oggi, grazie alla giornata molto bella, molti hanno fatto la nostra stessa scelta tanto che parcheggiare l'auto è un'impresa. Le mete che si possono raggiungere da qui sono molte: verso il Passo Cinque Croci, le Buse Todesche, il Montalon. Noi prendiamo la strada forestale che conduce a Malga Nàssere spalleggiando gli sci per qualche centinaio di metri.

domenica 23 gennaio 2011

Monte Gronlait

Il Gronlait si trova nella parte occidentale dei Lagorai e forma il fianco orientale della Valle dei Mocheni assieme al Fravort. Un ampio vallone rivolto a sud lo separa dall'Hoabonti, posto più a est, e questa è la via privilegiata per la salita.
La giornata è radiosa e piuttosto fredda, sappiamo già che troveremo neve ghiacciata a causa del freddo intenso dei giorni precedenti.
la via di salita e discesa

Da Roncegno in Valsugana si sale alla Località Le Pozze (m. 1430) dove normalmente si parcheggia. Oggi però, a causa della scarsità di neve a bassa quota, si può proseguire sulla strada asfaltata fino all'agriturismo Rincher (m 1590). Qui si mettono gli sci e si sale in direzione est sulla stradina innevata, fatte poche centinaia di metri si cambia direzione (ovest) e si arriva a Malga Presa che si lascia a sinistra proseguendo sulla traccia che si inoltra nel bosco rado di larici. 

domenica 9 gennaio 2011

Pizzo Alto

Cielo plumbeo, pioviggina, comunque partiamo. Piove al Passo della Fricca. Piove a Pergine Valsugana. Sono giorni che fa caldo e piove fino ai 1600 m di quota. Il meteo di Arabba prevede delle schiarite in mattinata e noi siamo qui con gli sci in auto diretti al Pizzo Alto, ragazzi questa è fede!
Da Pergine Valsugana si risale tutta la Valle dei Mocheni fino all'abitato di Battisti (Palù del Fersina) seguendo sempre le indicazioni per Rifugio e Lago Erdemolo. Si lascia l'auto su un ampio parcheggio dopo le ultime case (m. 1495). Ci sono altri sci-alpinisti e ciaspolatori, tutti col naso all'insù sperando nelle schiarite previste. Intanto ha smesso di piovere.
Il Pizzo Alto da F.lla Erdemolo

martedì 4 gennaio 2011

La bicicletta

autoscatto a Malga Verena (Altopiano di Asiago)

Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione. Andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio [...] La bicicletta siamo ancora noi che vinciamo lo spazio ed il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un gioco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello [...]
una forza orgogliosa ci gonfia il cuore nel sentirci così liberi. Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli.

In sella dunque, la testa sul manubrio e l'anima al vento. La vita è una corsa senza meta: chi corre oblia, e solamente chi oblia trionfa.

                                                                                                  A. Oriani “La bicicletta” 1897

domenica 2 gennaio 2011

Cima delle Ofre


Oggi, 2 gennaio, siamo in quattro. Dopo aver perso un po' di tempo al punto di ritrovo per decidere dove andare partiamo alla volta di Passo Xomo per salire sul Pasubio per le "Caneve di Campiaglia". Il nostro progetto si interrompe di fronte ad una slavina sulla strada che collega il passo con l'abitato di Santa Caterina. Così cambiamo meta e ci dirigiamo a Pian delle Fugazze per salire a Cima delle Ofre.


sabato 1 gennaio 2011

Monte Setole

1 1 11, non so se questa sequenza di 1 porterà bene, resta comunque la voglia di iniziare nel miglior modo possibile l'anno nuovo, almeno per quanto riguarda la nostra attività in montagna con gli sci. Siamo in tre: Anna, Flavio ed io.

Presa la strada che da Borgo Valsugana e Telve conduce al Passo Manghen lungo la Val Calamento, parcheggiamo l'auto a circa 700 m dopo l'Albergo Calamento (m. 1265). Da qui parte una strada forestale che conduce a M.ga Cere (indicazioni), quindi calziamo subitio gli sci e seguiamo la forestale che si alza dolcemente all'interno del bel bosco di abeti. L'innevamento non è molto, ma comunque sufficiente, anche se il manto nevoso è stato rovinato da un fouristrada. La strada forestale è abbastanza noiosa, ma con neve sufficiente è possibile prendere delle scorciatoie nel bosco. Infine si arriva in ambiente aperto ed in breve alla Malga Cere. La giornata è radiosa e fin troppo calda.